Castello dei Conti di Modica
Alle falde del monte Bonifato, all'interno del tessuto urbano di Alcamo (TP), tra piazza Castello e piazza della Repubblica, è ubicato il castello dei Conti di Modica fatto erigere, secondo una leggenda, nell'827 d.C. dal capitano saraceno Adelkam. In realtà il maniero venne costruito nel 1350 dai fratelli Enrico I e Federico III Chiaromonte, che lo avevano conquistato ai Peralta, signori di Alcamo. Nonostante sia stato più volte rimaneggiato, esso rimane la più significativa testimonianza del periodo aureo vissuto da Alcamo sotto la dinastia dei Modica.
La possente struttura ha forma rettangolare con quattro torri ai vertici, due delle quali rettangolari e le altre due cilindriche, tutte con copertura a botte. Per tutto il '300 le torri a pianta quadrata erano state le più frequentemente utilizzate, ma verso la fine del secolo si tornò invece, ad apprezzare il vantaggio di quelle cilindriche, ossia la maggiore resistenza al lancio di proiettili. Nella torre quadrata più alta venivano rinchiusi e torturati i prigionieri; la seconda torre circolare mostra ancora oggi uno stemma con un'aquila incoronata e la testa di Federico II o di un Peralta; la terza, quadrata, ospitava i locali per le sentinelle; la quarta gli alloggi per i sovrani che si trovavano di passaggio: re Martino con la regina Maria nel 1392 dopo la sconfitta dei Chiaromonte, l'infante Eleonora d'Aragona e l'imperatore Carlo V con la sua corte al ritorno dall'impresa di Tunisi del 1535, solo per citarne alcuni. Alla custodia del castello erano addetti il castellano e altri dodici compagni vincolati da un solenne giuramento.
L'edificio si sviluppa intorno ad un cortile di forma rettangolare, mentre ai lati nord, est e sud del perimetro sono addossati corpi con numerosi ambienti disposti su due livelli ed una cappella. Il castello aveva tre porte: la prima, detta segreta, a mezzogiorno, dalla quale si accedeva al fossato, la seconda ad arco acuto sul fronte ovest con un portone ligneo in buono stato di conservazione.
Essa fu allargata per permettere il passaggio dei carri. La terza porta dava sul piazzale a settentrione e conduceva alla scala principale che dopo il 1626 fu pavimentata in marmo rosso di Alcamo (anno di inaugurazione della cava).
Il prospetto occidentale che un tempo dava sulla cittadella è ornato di eleganti bifore incorniciate da ghiere intagliate. La costruzione della cittadella fu avviata intorno al 1379-80 da Guarniero Ventimiglia, con concessione di Federico IV, sul lato ovest del castello. Il centro era guarnito da due torri angolari rettangolari verso ovest, una delle quali, la torretta della Trinità si può ammirare in una stampa risalente al 1770 nella quale si distinguono i contorni delle mura che circondavano Alcamo. Oggi il castello è sede dell'Enoteca Regionale.
     
    I vini dell'Alcamo Doc
Il vino è una cultura che appartiene a decine di popoli del mondo, è un patrimonio dell'umanità e dell'espressione dell'ingegno umano che si fonde con la natura e perciò degno di ogni rispetto.
Il territorio dell'Alcamo Doc è conosciuto come uno dei territori storici del vino siciliano. Studiosi di livello nazionale hanno sottolineato come uno dei punti di forza del territorio alcamese è costituito dalle sue qualità ambientali che consentono la produzione di vini con diversi profili sensoriali e qualitativi, in grado di competere sui mercati nazionali e internazionali.
In atto il territorio dell'Alcamo Doc (circa 15.000 ha) è interessato da notevoli processi di riconversione e innovazione, che vedono una progressiva sostituzione del tradizionale monovitigno di uve bianche di Catarratto con impianti di altre uve bianche più innovative, ma soprattutto di uve rosse.
Il nuovo disciplinare dell'Alcamo Doc, in giusto rapporto fra tradizione e innovazione, mantiene e valorizza il "classico" bianco prodotto con uve Catarratto e, allo stesso tempo, si apre al mercato attraverso l'ampliamento della varietà ampelografica e l'introduzione dei vini rossi e di nuove tipologie di prodotti.
     
   

"Associazione Strada del Vino Alcamo Doc"
Promossa dall'Associazione Nazionale Città del Vino, si è costituita nel luglio del 2000 l'Associazione "Strada del vino Alcamo Doc", al fine di valorizzare la capacità di attrazione del territorio e delle sue risorse storico-culturali, naturalistiche ed ambientali in relazione ai percorsi della Strada del vino e di valorizzare e promuovere in senso turistico le produzioni
vitivinicole, le attività agroalimentari di qualità e le specialità enogastronomiche del territorio.
L'Associazione opera in armonia con le linee guida della legge regionale 2 agosto 2002, n. 5 che disciplina la realizzazione delle strade e delle rotte del vino in Sicilia e che individua le "Strade" come "itinerari turistici lungo i quali insistono vigneti, cantine di aziende agricole,
enoteche, musei della vite e del vino, centri di informazione e accoglienza, aziende specializzate in produzioni tipiche e di qualità, strutture turistico-ricettive, valori naturali, culturali ed ambientali".
La Strada del vino dell'Alcamo Doc si snoda nel comprensorio dei Comuni: Alcamo, Castellammare del Golfo, Calatafimi-Segesta e Camporeale.
La combinazione d'insieme, nelle terre dell'Alcamo Doc, fra natura, cultura e prodotti tipici, offre uno splendido esempio di turismo enogastronomico di qualità, inteso come modo con il quale ognuno potrà arricchire i propri interessi culturali.
Per ulteriori informazioni: www.stradeviniesaporisicilia.it

     
  Le cantine del GAL

Alcamo

Azienda Agricola Conti Testa
Gorgo del Drago
Contrada Tarantola
Tel 0039 329 2713073
Fax 0039 329 2713073
www.gorgodeldrago.it
post@gorgodeldrago.it


Azienda Vitivinicola Tonnino
Viale Europa, 104
Tel 0039 091 8903555
Fax 0039 091 8780798
www.vinitonnino.it
info@vinitonnino.it


Cantina Sociale Saraceno
Via M. del Riposo, 123
Tel 0039 0924 22968
Fax 0039 0924 22968
www.cantinasaraceno.it
info@cantinasaraceno.it


Feudi Imperiali
Cortile Fra Pantaleo, 2A
Tel 0039 0924 514675
Fax 0039 0924 514675
www.feudiimperiali.com
info@feudiimperiali.com


Possente Soc. Coop. Agricola
Via San Leonardo 11/A
Tel 0039 0924 502706
www.possente.it - info@possente.it


Antonello Cassarà
Contrada Fiume - S.S. 113 Km 335,3
Tel 0039 0924 502911
Fax 0039 0924 503912
www.vinicassara.it - info@vinicassara.it


Cantina Sociale S. Antonio
(Società Coop. Agricola)
Sede Sociale - Viale Europa
Stabilimento enologico - vendita
C/da Bosco Falconeria
S.S. 113 Km 320, 400
Punto vendita:
P.zza Castelforte, 23 - Palermo
info@cantinasantantonio.it
0039 091 8789001
0039 347 8085313, 0039 091 878935


Azienda agricola Adamo
Via Gaetano Martino, 97
Tel/Fax +39 0924 21613
info@adamobio.it - www.adamobio.it


Azienda Agricola BioViola
Via G. Tomasi di Lampedusa, 8
P. Iva 02004190811
Tel / Fax 0039 0924 22 371
Cell 0039 338 94 88 276
e-mail info@bioviola.com

Partinico

Lo Giudice Vini
Viale Calandrino, 25
Tel 0039 091 5085697
0039 328 8657566
Fax 0039 091 5072431
www.logiudicevini.it
info@logiudicevini.it


Azienda Agricola Cossentino
Via Principe Umberto, 241
Tel 0039 091 8782569
Fax 0039 091 8782569
www.cossentino.it - info@cossentino.it


Azienda Agricola Costantino
Contrada Raccuglia
Tel 0039 091 8781768
Fax 0039 091 8781768
www.aziendagricolacostantino.it
info@aziendagricolacostantino.it


Bosco Falconeria
Contrada Bosco Falconeria
Tel 0039 091 8789083
Fax 0039 091 8789083
www.boscofalconeria.it
info@boscofalconeria.it


Brugnano

Contrada San Carlo S.S. 113 Km. 307
Tel 0039 091 8783360
Fax 0039 091 8907519
www.brugnano.it - info@brugnano.it


Cusumano s.r.l.
Contrada San Carlo
Tel 0039 091 8903456
Fax 0039 091 8907933
www.cusumano.it
cusumano@cusumano.it


Azienda Vitivinicola Tola & C.
Sede operativa
Via Giacomo Matteotti, 2
Tel 0039 091 8781591
Mob 335 6629801
Fax 0039 091 8780672
info@vinitola.it
Sede commerciale
C.da Gianbascio
S. Giuseppe Jato (Palermo)
Telefono: +39 091 8781591
Fax: +39 091 8780672
info@vinitola.it

     
   

Opifici e caseifici del GAL

 

Alcamo
Antico Frantoio Vallone
Via Maggiore de Carlis 1
Tel 0039 0924 25087


Possente S.R.L.
Via San Leonardo 11/A
Tel 0039 0924 502706


Balestrate
Vitale & C. di Vitale Margherita & C. S.A.S.
Contrada Tavolata 90041
Tel 0039 091 8787510


Borgetto
Trinacria Agricola S.R.L.
Contrada Barbarino 90042
Tel 0039 091 8982732


Partinico
Ricupati Pietro
Via Potenza, 18
Tel 0039 091 8907916


Coop. La Torre ARL
Contrada Parrini
Tel 0039 091 8907634


Oleificio Bacchi Fratelli S.A.S.
Via Randazzo, 7
Tel 0039 091 8902342


Azienda agricola Sole che sorge diNorrito Attilio & C. S.A.S.
Contrada Rocca
Tel 0039 091 8987566


Zito Giacomo
Via Guida Maggiore 68
Tel 0039 091 8782754

     
 

Alcamo
Il Caseificio di Adragna Giuseppe
111, V. Lombardo
Tel 0039 0924 510956


Caseificio Gallo di Melia Rosalia
62, Via S. Maria Riposo
Tel 0039 338 3252627


Terrasini
Caseificio Cala Rossa
Vl. Agli Androni
Tel 0039 091 8682445,
0039 340 6198230,
0039 327 8611379
fax: 091 8811101


Caseificio Giglia di Biondo Francesca
Ctr. Consiglio
Tel 0039 328 2845374,
0039 328 9250324,
0039 393 8573158


Latteria Alla Faccia del Caciocavallo
di Arcangelo Serra
Km 296, S.S. 113
Tel 0039 347 1396652


Caseificio di Biondo Giuseppe
Km. 300 Contrada Piano Di Terrasini
Tel 0039 091 8681678

     
 

Real Cantina Borbonica
La Real Cantina Borbonica fu fatta costruire nel 1800 da Ferdinando III, re di Sicilia (divenuto dopo la Restaurazione Ferdinando I re delle Due Sicilie), e rappresenta una delle opere civili più importanti del paese. L'insieme di molti appezzamenti di terreno, fatti acquistare dall'Intendente della Real Commenda, cav. Felice Lioj, pari a circa 80 salme, costituiva il real podere, la cui topografia in 15 tavole fu affidata all'architetto partinicese Giuseppe Patti. Nel podere reale fu costruita una "cantina di vini, liquori, olii," con annesso fondaco, bettola e locanda che formava il centro di raccolta e di vendita dei prodotti dell'Azienda reale. Azienda che poteva contare su una vasta produzione di frumento, fichi, frutta e verdura, mandorle, orzo, fave, favetta, uva, lenticchie, avena, fagiola moresca, frumento di majorca, fieno, olio, granoturco, "cocuzze" e sommacco. In totale il real podere contava nel complesso 227.748 piante, tra cui 33.847 alberi da frutta, 143.527 viti e poi tante altre piante, tra cui 69 medicinali.

L'ingresso principale si affaccia sulla strada provinciale per San Cipirello e attraverso un cancello si entra in una vasta piazza che si divide in tre sezioni di complessivi 1350 metri quadrati. Al centro del grande atrio troviamo una palazzina che riteniamo preesistente ai corpi aggiunti nel 1800 dall'architetto regio Carlo Chenché. Sulla facciata principale si nota poi una caditoia che è caratteristica delle torri di difesa.
Accanto alla palazzina, separata da un lungo corridoio largo 2 metri, troviamo la cantina, la cui facciata principale dà sull'atrio ed ha tre ingressi di cui uno è stato ostruito dal corpo dei magazzini aggiunti in un secondo tempo.
La superficie della cantina è di circa 1000 metri quadrati e l'intero corpo presenta semplici tetti a capanna sul sottostante armonioso gioco di archi ed è diviso in tre navate sorrette da pilastri e archi che si collegano tra loro a crociera.
La navata destra e quella di centro sono state lasciate libere e dovevano certamente servire come deposito dei prodotti agricoli dell'azienda reale, che rappresenta un tipico esempio di tipologia agricolo-industriale. La navata sinistra invece è stata chiusa ed è stata utilizzata per la costruzione di silos per i cereali e di un ambiente di circa 66 metri quadrati da usare come palmento.
C'è infine un ambiente sottostante a cui si accede da una scala esterna e i cui gradini sono pure in pietra di Billiemi.
In questo ambiente sotterraneo troviamo sulla destra una banchisa per poggiare i sacchi di uva, mentre sulla sinistra ci sono "le tine a muro" per il vino, costruite in muratura e vi si notano ancora le bocche, da cui usciva il vino, realizzate con la stessa pietra.

     
 

Palazzo d'Aumale
La costruzione fu avviata intorno al 1835 da don Vincenzo Grifeo, duca di Floridia e principe di Partanna, con il fine di sistemarvi i magazzini per la conservazione del vino.
L'edificio venne costruito con le caratteristiche tipologiche delle strutture agricolo- commerciali del periodo borbonico, sullo stile della cantina borbonica di Partinico.
Nel 1860 il principe Henri d'Orleans, duca d'Aumale, quarto figlio di Luigi Filippo, re di Francia e di Maria Amelia di Borbone costruì, in elevazione alla struttura della fabbrica principale, la palazzina che si affaccia sulla spiaggia "Praiola".
Attualmente il percorso museale propostoè articolato in quattro sezioni tecnico-scientifiche.
La prima sezione, di accoglienza, è in parte dedicata alla storia del palazzo e alla sua funzione vitivinicola. Il collegamento con la tenuta dello Zucco offre una ricostruzione storica dei procedimenti lavorativi, produttivi e commerciali strettamente connessi alla storia del palazzo.
La seconda sezione, archeologica riguarda la storia più antica di Terrasini, illustratadai reperti provenienti dairitrovamenti subacquei, effettuatinel litorale limitrofo edalle testimonianze archeologiche provenienti dalle ricognizioni nel territorio circostante.
La terza sezione, etno-antropologica, riguarda la storia più recente di Terrasini e trae spunto dalla comunità dei pescatori che sono stati i primi concessionari del sito che ora ospita Palazzo d'Aumale.
L'esposizione dei sistemi di trasporto è arricchita dal corposo nucleo espositivo del "Carretto siciliano". Si possono esaminare le differenze tipologiche in base alle aree di provenienza, nonché le tecniche costruttive.
La quarta sezione, naturalistica, è una testimonianza esaustiva del territorio, una ricca raccolta di rilevanza europea, composta da collezioni corredate da una biblioteca arricchita da testi specialistici di rilevante interesse storico e scientifico.
Sono esposte le collezioni ornitologiche, entomologiche, paleontologiche, geologiche e mineralogiche. Questa sezione assume un ruolo determinante, non soltanto nel campo della ricerca scientifica ma soprattutto nella didattica sviluppata su vari livelli di apprendimento. È annesso a questa sezione un laboratorio di tassidermia per gli interventi di tutela e conservazione. Il museo è corredato da laboratori di restauro per le diverse sezioni, sale multimediali, auditorium, sale conferenze, coffee shop e bookshop. Sono presenti inoltre laboratori didattici e di restauro.

     
 

I sapori di Cinisi: la vacca cinisara
Si narra che in epoca spagnola alcune navi portassero a bordo tori e vacche per organizzare
delle corride in Sicilia: una di queste navi fece naufragio nel mare antistante l'aeroporto Falcone-Borsellino di Punta Raisi, vicino a Cinisi, e gli animali sopravvissuti al naufragio, trovando una zona arida e battuta dai venti di scirocco, iniziarono a vagare alla ricerca di pascoli, arrampicandosi sulle montagne circostanti.
Nel tempo gli animali, detti per questo motivo di razza cinisara, modificarono le loro caratteristiche in relazione all'ambiente, diventando formidabili arrampicatori con una parte anteriore forte a discapito della posteriore meno potente.
Con il passare degli anni gli animali di razza cinisara si sono diffusi sui monti intorno a Palermo. Fino a quaranta anni fa circa, era facile imbattersi in allevatori che la sera mungevano la vacca ed il giorno seguente distribuivano porta a porta il latte, in bottiglie di vetro.
Dal latte di vacca cinisara si ricavano caciocavallo palermitano ("scalone palermitano di cinisara"), caciotte fresche e ricotta, che si possono gustare in questo magnifico territorio. E proprio il caciocavallo palermitano riesce a valorizzare al meglio le straordinarie peculiarità di questo latte, scarso in quantità, ma molto grasso e ricco di aromi dovuti alle essenze foraggere tipiche della macchia dell'area di origine. I parallelepipedi di pasta filata stagionano in locali freschi e naturali, collocati su assi di legno e non legati alle volte come i cugini ragusani, generalmente più grossi e pesanti.
Dopo un anno di maturazione il caciocavallo palermitano presenta al naso note di agrumi, di salvia e di fieno secco, mentre in bocca è suadente e lungo, con un finale leggermente piccante.
Le vacche di razza cinisara sono considerate di difficile gestione per le loro caratteristiche podoliche: sono vacche che non amano la stalla e ritenute poco redditizie per la piccola quantità di latte prodotta, anche se il detto recita "la cinisara lecca la pietra e fa il latte".
Oggi, al termine di un complesso percorso di recupero, la Condotta di Palermo ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Presidio Slow Food per questa razza e per tutti i prodotti, dal caciocavallo alle provole preparate a latte crudo.
Nel 2005 è stato fondato il Consorzio di Tutela della Carne Bovina Cinisara, che ha tra i suoi obiettivi la tutela della razza bovina Cinisara, valorizzare le produzioni, promuovere il consumo del prodotto siciliano aiutando i membri del Consorzio a crescere ed a collaborare tra loro. La sede operativa del Consorzio è a Palermo, in via Vincenzo di Marco n. 10.

 

Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) GAL Golfo di Castellammare L.e.a.d.e.r - Rete Rurale AREBBA Sicilia - Associazione Regionale Esercenti B&B ed Affittacamere Seguici su Facebook Seguici su Facebook