Ubicazione geografica
Centro costiero, di origine medievale o più antica, è situato sul promontorio di Punta Raisi alle falde di Pizzo Corvo.
Il territorio, collinare con vasti frutteti di limoni e arance che si alternano a ulivi saraceni, frassini (un tempo coltivati in modo estensivo dai produttori di manna) e carrube, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate.

Come raggiungerci
da Palermo
Distanza chilometrica in linea d' aria è 22.54 km;
in automobile 33,2 km; 36 min stimati
Indicazioni: percorrendo l'A29 - direzione Mazara del Vallo, uscire allo svincolo di Cinisi
da Trapani
Distanza chilometrica in linea d' aria è 52.37 km;
in automobile 75,4 km; 54 min stimati
Indicazioni: percorrendo l'A29 - direzione Palermo uscire allo svincolo di Cinisi

Indirizzi utili
Comune
Municipio: Piazza Vittorio Emanuele 1 - 90045 Cinisi (PA)
Ufficio turistico
PRO LOCO Piazza Vittorio Emanuele Orlando, n°6 - (interno Palazzo Comunale) - Tel 0039 091 866 49 81
Guardia medica
Piazza Caduti per la Patria - Tel 0039 091 8665981
Taxi
Coop. Trinacria - Tel 0039 091 225455
Coop. Autoradio taxi - Tel 0039 091 513311
Parcheggi
Spiaggia Magaggiari
Via Peppino Impastato
Stazione Cinisi-Terrasini
Aeroporto Falcone-Borsellino


www.comune.cinisi.pa.it

Storia
Diverse sono le tesi sulla derivazione del nome "Cinisi". Molti sostengono che tale nome deriverebbe dall'arabo cins, da cui kinisia che significa "territorio appartenente alla chiesa", ma alcuni studiosi più laici credono che Cinisi derivi da "cenere" perché durante la dominazione normanna venne rasa al suolo e bruciata, mentre lo studioso Impallara riconduce il nome al termine greco kunos ,"cane", per la forma di una collina che sovrasta la valle. Conquistata prima dagli Arabi nel IX sec., poi dai Normanni che ristabilirono a Cinisi la cristianità, nel 1280, re Manfredi conquistò Cinisi e decise di farne dono al suo milite Matteo Pipitone.
Il feudo venne poi ereditato dalla nipote del Pipitone, a sua volta l'eredità passò nelle mani di donna Violante, la quale per le sue nozze lo offrì in dote al marito, il giudice Fazio di Fazio, che durante una visita alle sue proprietà, ebbe modo di vedere la chiesetta del Furi e di conoscere il genere di vita semplice ed umile che vi conducevano i monaci benedettini: ne rimase colpito
a tal punto che decise di lasciare loro il suo feudo.
I monaci edificarono su quel borgo feudale una Corte Monastica, che nel tempo venne ricostruita ed adeguatamente rimaneggiata. Grazie al loro paziente ed attento lavoro il paese iniziò il suo sviluppo, trasformandosi da piccolo feudo in un agglomerato sempre più popolato.
Tra il XIV e il XVII secolo furono costruite, lungo la costa, delle basi di avvistamento, dette Torri, che servivano per la difesa ed il controllo del territorio.
Sul territorio di Cinisi ne esistono tre: Torre Pozzillo, Torre dell'Ursa e Torre Molinazzo. Presso la Torre dell'Ursa, in seguito, fu edificata la Tonnara dell'Ursa, per lungo tempo gestita direttamente dai monaci benedettini.

Economia
L'economia cittadina si basa sulla produzione agricola: le coltivazioni più praticate sono quella della vite, degli olivi, degli agrumeti e di altri frutteti.
Importante per l'economia cinisara è stato ed è l'allevamento della cosiddetta "vacca cinisara", bovino nero e dalle lunga corna, e la trasformazione in prodotti caseari del suo latte. Degno di menzione è anche l'artigianato con la pregiata lavorazione del tombolo.
Costituisce un'altra nervatura importante nell'economia di Cinisi il settoreturistico, favorito anche dalla presenza dell'aeroporto. Numerose strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere, insieme ad una variegata offerta enogastronomica, compongono un importante abaco commerciale che funge da attrattore turistico.

Arte e monumenti
Oltre alle già citate torri difensive realizzate su indicazione dell'architetto fiorentino Camillo Camilliani, il monastero benedettino e la tonnara, meritevoli di citazione per la notevole bellezza sono: la Fontana dell' Accitella e la località di Piano Margi, apprezzabili ripercorrendo il Vallone del Furi.
Sulla cima di Montagna Longa sono invece apprezzabili dei resti di probabile origine cartaginese.
In ricordo e memoria di Peppino Impastato e della madre Felicia che sempre ha lottato per la condanna degli assassini del figlio, nel 2005 la loro abitazione si è trasformata in una casa-museo chiamata "Casa Memoria". È quindi possibile, per i tanti che ogni anno raggiungono Cinisi e i luoghi di Peppino Impastato, visitare proprio la casa dove egli è cresciuto.

 

Personaggi illustri

 

Edifici di culto
  La seicentesca Chiesa Madre, dedicata alla patrona Santa Fara, è impreziosita da varie decorazioni realizzate utilizzando marmi policromi. Va ricordata per il paliotto dell'altare, arricchito da coralli e lapislazzuli, e la cripta sotterranea costituita da numerosi cunicoli, luogo di sepoltura contenente una notevole quantità di reperti, dalle medaglie ai crocifissi oggi esposti al pubblico.
     

 

La chiesa delle Anime Sante (secolo XIX) costruita nel 1827, conserva l'altare ligneo e due pregevoli grandi tele attribuite alla scuola dello Zoppo di Gangi, la Natività e lo Sposalizio di Santa Caterina, risalenti alla fine del Seicento, che originariamente si trovavano nella chiesa di Santa Caterina del monastero benedettino, oggi aula del Consiglio comunale.

     
  Altre cripte si estendono sotto la chiesa del SS. Sacramento (recentemente restaurate); anche sotto l'abbazia - municipio ci sono vasti ambienti sotterranei, utilizzati presumibilmente per la raccolta e la canalizzazione dell'acqua, come magazzini e forse - si dice - come nascondigli, vie di fuga o accessi segreti ai punti strategici del circondario.
     
  Il settecentesco santuario dedicato alla Madonna del Furi fu edificato nelle vicinanze dell'omonimo torrente dove, pare, si siano verificate delle apparizioni della Vergine.

Cultura e tradizione
Il Presepe artistico semovente di Giacomo Randazzo è un'opera di elevata importanza culturale, artistica e meccanica che da oltre 50 anni si realizza con passione e professionalità a Cinisi. Il presepe fa rivivere la magica atmosfera del Natale della civiltà rurale ed artigiana di un tipico paese siciliano degli anni '50 e i mestieri e le tradizioni popolari che oggi sono in via di estinzione.
Così si possono vedere all'opera il ciabattino, la filatrice, i mugnai, il falegname, il fabbro, il muratore, il ricottaro, i carretti siciliani, il sagrestano che suona le campane, la senia, il mulino e la Madonna che dondola Gesù Bambino appena nato. Il presepe conta di ottanta mq di esposizioni, miniaturizzazioni e movimenti, realizzato in scala 1:10 e utilizzando materiali originali.
Il Presepe artistico semovente è inoltre inserito nel Registro delle eredità immateriali (R.E.I.) istituito dalla Regione Siciliana a salvaguardia del patrimonio culturale siciliano.

Località turistico balneari
Sul territorio di Cinisi è possibile ammirare tre delle tante torri di avvistamento erette tra il XIV e XVII per la difesa e il controllo del territorio: Torre Pozzillo, Torre Molinazzo e Torre dell'Ursa.
Vigilata dalla cinquecentesca Torre Molinazzo, Magaggiari è una splendida spiaggia di sabbia finissima sul Golfo di Castellammare, bagnata da un mare turchese, con un fondale basso e roccioso nei pressi della riva.
La spiaggia è molto alta e lunga, incastonata in un tratto costiero che giunge sino a Punta Raisi.

 

 

Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) GAL Golfo di Castellammare L.e.a.d.e.r - Rete Rurale AREBBA Sicilia - Associazione Regionale Esercenti B&B ed Affittacamere Seguici su Facebook Seguici su Facebook