Ubicazione geografica
Poco più di settemila abitanti, Borgetto sorge alle falde dei monti Carrubbella, Platti, Crocefia e Gradara, adagiato su una dolce collina a 290 m sul livello del mare, occupa una zona privilegiata e centrale prospiciente lo splendido Golfo di Castellammare.

Come raggiungerci
da Palermo
Distanza chilometrica in linea d'aria è 20.91 km;
in automobile 31,5 km; 38 min stimati
Indicazioni: percorrendo l'autostrada A29/E90 direzione Trapani imboccare l'uscita Partinico verso SS113 e seguire le indicazioni per Borgetto
da Trapani
Distanza chilometrica in linea d'aria è 52.84 km;
in automobile. 71,7 km; 56 min stimati
Indicazioni: percorrendo la A29/E933 in direzione Palermo imboccare l'uscita Partinico da A29/E90 verso SS113, mantenere la sinistra al bivio e seguire le indicazioni per Borgetto

Indirizzi utili
Comune
Municipio di Borgetto Piazza Vittorio Emanuele Orlando 1 - 90042 Borgetto PA
Ufficio turistico
Via Della Libertà, 6 - Tel 0039 091 8982119
Guardia medica
Piazza Vittorio Emanuele Orlando 1 - Tel 0039 091 8981767
Taxi
Coop. Trinacria - Tel 0039 091 225455
Coop. Autoradio taxi - Tel 0039 091 513311
Parcheggi
Piazza V. Emanuele Orlando


www.comune.borgetto.pa.it

Storia
L'origine del nome Borgetto sostiene Andrea Salomone, deriva dall'etimo arabo "burg" o da quello greco "burgos", cioè torre-castello. Ciò è avvalorato anche dallo stemma municipale, rappresentato da un leone e da una torre.
La prima notizia certa del paese viene da un documento del 1294, che ci fa conoscere il nome del suo primo signore feudale: Simone d'Escolo.
Nel 1337 il feudo passò in eredità a Margherita d'Escolo, moglie di Federicod'Antiochia Fellone, che circa 14 anni dopo, nel 1351, mise all'asta il centro abitato. Se l'aggiudicò Margherita De Blando, che lo donò all'abate di San Martino delle Scale, a condizione che vi fondasse un monastero. Sorse, così, nel 1360, il monastero di Santa Maria delle Ciambre.
Nel 1410 diventarono eredi universali dell'intero feudo di Borgetto, passato ad Andrea Guardabaxo, i frati di quel monastero, ma anche stavolta la condizione fu quella che vi costruissero un altro complesso monastico, in contrada Carrubella.
Ed effettivamente - tre anni dopo -venne eretto il monastero della Madonna del SS. Romitello.

Economia
Un vivace sistema economico caratterizza il Comune di Borgetto, in cui alle tradizionali attività agricole sono affiancate le più moderne attività industriali. Tra le attività legate alla produzione e trasformazione dei prodotti agricoli si distinguono quelle legate a cereali, frumento, ortaggi, foraggi, uva, olive, agrumi e altra frutta; si pratica anche l'allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli.
L'industria è costituita da aziende di piccole e medie dimensioni, che operano nei comparti estrattivo, alimentare, dell'abbigliamento, dei materiali da costruzione, della metallurgia e dell'edilizia. Il terziario si compone di una buona rete commerciale e dell'insieme dei servizi più qualificati, che comprendono quello bancario.

Arte e monumenti
Chiesa Madre del XVIII secolo, dotata di campanile in stile barocco risalente al 1762. Al suo interno un bassorilievo in marmo bianco, raffigurante Santa Maria Maddalena, attribuito al Gagini, e un'acquasantiera in bronzo, divisa in quattro pannelli, collocata sopra un'acquasantiera in marmo grigio, opera del Pirrone.
Santuario della Madonna del SS. Romitello, meta di pellegrinaggio da ogni parte dell'isola fondato per onorare la memoria di fra' Giuliano Majali, eremita ambasciatore e diplomatico per conto di papi e di re. Opera sua è il quadro della Vergine affranta dal dolore, col figlio morto sulle ginocchia. Imperdibile per le qualità paesaggistiche e della vegetazione circostante.

 

Personaggi illustri

Sagre e tradizioni
Ogni anno, da secoli, il 18 e 19 marzo si ripete una tradizione a cui Borgetto è molto legato: "Le Mense di San Giuseppe", organizzate da privati cittadini per grazia ricevuta a seguito di una "prummisione" (promessa).
Ogni famiglia che organizza "la mensa" destina a tale scopo una stanza della propria casa, adornando le pareti con le più preziose stoffe ricamate e con tappeti o con raso bianco piegato e "appuntato". Viene realizzato l'altare che contiene il quadro del Santo o una sua statuetta e vengono esposti pani di varie forme (la palma per ricordare la verginità della Madonna, il buccellato per Gesù Bambino e un cesto per gli attrezzi da lavoro per rievocare l'operosità del Santo) e tante altre svariate pietanze (dai dolci tipici, alle fritture, agli alimenti crudi e in scatola) da offrire a tre bambini poveri che rievocano la fuga di Gesù, Giuseppe e Maria dall'Egitto, ai quali viene servito il pranzo, tra canti e filastrocche dialettali, da tre ragazze/i non sposate/i, "i pascitura". Il primo piatto servito è la pasta con le sarde e la mollica, seguono le polpette di sarde o d'uova, quindi le fritture, la frutta e i dolci.
Alle migliaia di visitatori in questi due giorni vengono inoltre offerti pezzi di pane fatto in casa con olive.
Suggestive la "tammuriniata" e la recita delle "parti" in siciliano antico davanti a ciascuna mensa. Sempre in tale occasione si svolge nella piazza del paese la tradizionale sagra delle cassatelle, il tipico dolce siciliano di pasta frolla farcito con crema di ricotta o di ceci, e delle sfinci di San Giuseppe, gustose e morbide frittelle coperte da una delicata crema di ricotta e gocce di cioccolato, pistacchi tritati, ciliegie e scorze d'arancia candite. Questa tradizionale manifestazione folkloristico – religiosa ormai da anni è entrata a far parte dell'itinerario turistico siciliano.

 

 

Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) GAL Golfo di Castellammare L.e.a.d.e.r - Rete Rurale AREBBA Sicilia - Associazione Regionale Esercenti B&B ed Affittacamere Seguici su Facebook Seguici su Facebook